La segnaletica dei sentieri di montagna


Saper riconoscere la segnaletica dei sentieri di montagna è utile per vivere immersi nella natura in tutta sicurezza.

I sentieri montani che ogni giorno vengono percorsi da miglia di appassionati di trekking, devono essere segnalati in modo chiaro e comprensibile. Questo perché gli escursionisti considerano le indicazioni essenziali durante le loro camminate lungo gli itinerari segnati.

Le abbreviazioni adottate dal CAI classificano i sentieri in base al tipo di percorso e alla difficoltà tecnica e fisica richiesta per affrontarli.

Il CAI iniziò a segnare i sentieri intorno al 1880-1890, ovvero quando andare a piedi non è solo  più una necessità ma diventa un modo per impiegare il tempo libero. 

È importante spiegare nel dettaglio i significati di tutte le sigle e i termini che ogni trekker incontrerà stampato su una guida, su di una mappa, su di una roccia o su un cartello lungo il sentiero.

Queste informazioni sono fondamentali per comprendere appieno la vera difficoltà e le caratteristiche del percorso che si intende affrontare, evitando così ogni possibile dubbio sul loro significato.

Le scale di difficoltà:

  • T (Turistico): itinerari su stradine, mulattiere o ampi sentieri ben segnalati, generalmente a quote inferiori ai 2000 metri. Richiedono una conoscenza di base dell’ambiente e una preparazione fisica normale. I dislivelli sono limitati e accessibili a chiunque si trovi in condizioni normali di salute. È
    comunque consigliato indossare abbigliamento e calzature adatte.

  • E (Escursionistico): itinerari che si snodano su terreni vari, con segnalazioni adeguate, e possono includere tratti pianeggianti, lievemente inclinati o brevi tratti innevati. Possono attraversare terreni aperti senza sentieri definiti ma non presentano solitamente problemi significativi. Richiedono
    qualche ora di trekking, una buona esperienza e conoscenza dell’ambiente, nonché calzature ed equipaggiamento adeguati.

  • EE (Escursionisti Esperti): itinerari segnalati che implicano la capacità di muoversi su terreni impegnativi, come pendii ripidi o terreni misti di roccia ed erba. Richiedono esperienza in montagna, buona conoscenza dell’ambiente alpino e equipaggiamento adeguato. Possono includere
    tratti rocciosi con lievi difficoltà tecniche.

  • EEA (Escursionisti Esperti con Attrezzature): simili ai percorsi EE ma includono anche vie ferrate o percorsi attrezzati che richiedono l’uso e la conoscenza di dispositivi di autoassicurazione.

  • Dislivello: indica la differenza di quota tra il punto di partenza e quello di arrivo, solitamente segnalata con una freccia verso l’alto.
    Tempi di percorrenza: di solito viene indicato solo il tempo di andata, quindi è importante considerare anche il tempo necessario per il ritorno.

  • Segnaletica: esiste una segnaletica ufficiale, codificata dal CAI, che consiste in un rettangolo orizzontale rosso/bianco/rosso abbinato a un codice numerico. È consigliabile avere sempre con sé una carta topografica aggiornata della zona per evitare di perdersi.

Conclusione

Essere in grado di conoscere la segnaletica che troviamo posizionata lungo i nostri sentieri di montagna che tanto amiamo, è fondamentale. Saper riconoscere le caratteristiche di un un percorso prima di affrontarlo, è utile per evitare molti problemi. Trovarsi in un sentiero senza la necessaria attrezzatura, od affrontare una salita non essendo in piena forma fisica potrebbe essere molto pericoloso.

Inoltre, è importante notare che la descrizione dei sentieri può variare a seconda della regione, quindi è consigliabile informarsi in modo specifico sulla zona di interesse prima di intraprendere un’escursione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *